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martedì 28 aprile 2009

Tecnologie collaborative per i bambini

La tecnologia può favorire lo sviluppo di competenze comunicative nei bambini e contribuire allo sviluppo cognitivo e sociale in generale? Ed in particolare, la tecnologia può venire incontro alle grandi speranze dei genitori dei bambini autistici? Alcune risposte a questi interrogativi verranno dai risultati di “COSPATIAL”, un progetto europeo appena avviato, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento, dedicato alla messa a punto di tecnologie collaborative per la promozione dell’apprendimento di competenze sociali da parte di bambini e ragazzi con sviluppo tipico o con autismo. Un esempio: due bambini giocano con un puzzle elettronico e si rendono conto che ogni tessera sul tavolo digitale può essere spostata solo se entrambi vi appoggiano contemporaneamente le mani e la trascinano insieme. Piccoli gesti che acquistano un significato ben più profondo, se si condividono pensieri ed emozioni.L’obiettivo principale del progetto è quello di sviluppare una struttura di lavoro basata sulle relazioni tra il modello teorico della Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) e le funzionalità delle nuove tecnologie collaborative in modo da poter utilizzare queste relazioni per verificare l’acquisizione ed il potenziamento di competenze sociali nei bambini. In particolare COSPATIAL si indirizza verso due tipi di tecnologie che in studi precedenti hanno mostrato buone potenzialità nel migliorare le abilità sociali: ambienti collaborativi virtuali e superfici attive condivise.Il programma di ricerca COSPATIAL sarà coordinato per i prossimi tre anni da Massimo Zancanaro, responsabile dell’Unità “Intelligent Interfaces and Interaction” al Centro “Tecnologie dell’Informazione” della FBK e prevede la partecipazione delle Università di Nottingham (UK) e Birmingham (UK) che in particolare si dedicheranno ad applicazioni basate sulla realtà virtuale, di Haifa (Israele) e Bar Ilan (Israele) che approfondiranno la sperimentazione in ambito clinico. Alla FBK saranno sviluppate delle superfici digitali interattive (da tavolo o da parete) sulle quali bambini e ragazzi potranno interagire per giochi condivisi o la creazione di favole e storie, sulla base di programmi educativi elaborati da un team composto da psicologi, educatori, insegnanti e terapisti.La fase finale del progetto comporta la validazione delle competenze sociali acquisite attraverso le tecnologie, anche in compiti precisi del mondo reale: le strategie collaborative apprese nel contesto tecnologico (paragonabile ad un laboratorio) possono essere generalizzate ad altri ambienti, strutturandosi nelle abilità sociali del bambino? Dal punto di vista del modello teorico della CBT la competenza sociale si configura come un costrutto multidimensionale che correla tra loro competenze emotive, cognitive e comportamentali per affrontare in modo efficace le richieste e le pressioni quotidiane in diverse situazioni sociali ed influenza l’abilità del bambino ad apprendere in contesti educativi formali ed informali.Seguendo il percorso dello sviluppo emotivo ipotizzato da Piaget, non appena i bambini diventano capaci di interagire con i loro pari, si stabiliscono rapporti di cooperazione in cui teoricamente nessuno può imporsi agli altri, in quanto ancora non esistono differenze significative di potere o di autorità. Ciascun bambino è allo stesso tempo indotto a comprendere il punto di vista degli altri, mettendosi nei loro panni (principio base dell’empatia) e a far sì che gli altri capiscano il suo, entrando in un circolo di mutuo rispetto. Martin Hoffman, docente di psicologia alla New York University, autore di una teoria psicologica sullo sviluppo sociale che mette al centro la nozione di empatia, amplia ulteriormente i concetti espressi da Piaget. “Nei contesti di cooperazione, i bambini giungono a costruire spontaneamente, attraverso una serie di aggiustamenti o di una esplicita negoziazione, sia delle regole relative ad aspetti più o meno specifici dei loro giochi (ad esempio riguardo all’ordine in cui cominciare, o al come assegnare i ruoli in un gioco di gruppo), sia dei principi generali di giustizia, fino a capire la necessità di trattare gli altri come essi vorrebbero essere trattati - scrive Hoffman nel saggio “Empatia e sviluppo morale” (il Mulino), opera che raccoglie trent’anni di ricerche in campo sociale. “Il rispetto di queste regole e di questi principi deriva, a questo punto, dalla sensibilità dei bambini per i sentimenti per gli altri e dal desiderio di continuare a mantenere con essi dei rapporti basati sulla collaborazione e il mutuo rispetto”, conclude lo psicologo.
Articolo di ROSALBA MICELI, tratto da: http://www.lastampa.it/





Gli effetti positivi della videocomunicazione

Secondo uno studio presentato in questi giorni da Cisco, intitolato “Successful Video Communications” e condotto da Pearn Kandola con l'obiettivo di analizzare la psicologia della comunicazione nel mondo business, le applicazioni per la videocomunicazione aiutano le discussioni nei meeting online, rafforzano le relazioni e migliorano il rapporto fra le persone.Tuttavia, evidenzia lo studio, per alcuni soggetti, la comunicazione in video ha ancora l'effetto di aumentare il livello d'ansia e di inibizione: perché diventi uno strumento di comunicazione efficace, è importante che le imprese aiutino i loro dipendenti a sviluppare competenze adeguate per sfruttarla al meglio.La comunicazione video sta diventando una norma fra i team dispersi geograficamente e rappresenta un'alternativa fattibile agli incontri di persona. Importante è però stabilire come abbattere le barriere psicologiche che ne ostacolano l'uso, e come le persone possano sviluppare la necessaria familiarità, fiducia e tranquillità per usarla regolarmente.La ricerca evidenzia quali effetti l'utilizzo del video possa avere su persone con diversi tipi di personalità, analizzando sei differenti figure.
Leader/ Dominatore: colui che guida il meeting. La possibilità di vedere tutti i partecipanti alla riunione riduce il rischio che egli domini eccessivamente la discussione.
Energetico/Distratto: il video rende più stimolante la situazione, riducendo i momenti di distrazione e aumentando l'impegno.
Pensatore/Sfuggente: riflette in modo approfondito sui temi in discussione. Potendo cogliere i segnali visivi, si riduce il rischio che i suoi momenti di riflessione siano interpretati scorrettamente come disimpegno.
Amichevole/Chiacchierone: rischia di parlare troppo al posto degli altri o di provocare digressioni rispetto al tema in agenda. La possibilità di vedere i colleghi fornisce un contesto per interpretare le pause naturali della conversazione, riducendo il loro bisogno di “riempire” i momenti di silenzio.
Creativi / Astratti: caratterizzati da una grande ricchezza di creatività e di idee audaci, restano più ancorati alla discussione grazie alla maggiore ricchezza di interazione.
Atterratori/Ostruttivi: il video dà loro una presenza visiva durante le riunioni, aiutandoli a fare ascoltare le proprie opinioni senza dimostrarsi troppo ostruttivi.
Ma non è tutto. Secondo lo studio, la comunicazione video può aiutare ad accelerare la costruzione della relazione in culture differenti, ad esempio tra quelle cosiddette “ad alto contesto” quali quella cinese, giapponese e mediorientale - in cui la relazione si basa sull'integrità e sul valore dato all'interazione sociale e quelle “ a bassa distanza”, come accade in Paesi quali Germania, Svezia, Danimarca, in cui generalmente fra colleghi ci si relaziona in modo paritario, al di là della posizione formalmente detenuta in azienda.Lo studio ha poi tracciato un'analisi delle diverse tipologie di comunicazione video, evidenziando quali sono i contesti ai quali meglio si adatta.
Video telefonia: viene utilizzata nelle comunicazioni quotidiane. Facile da usare; la qualità del segnale video può ridurre la trasmissione dei segnali visivi.
Video conferenza basata su web - Usata nelle riunioni di team con individui distribuiti geograficamente ed in incontri con persone esterne al gruppo. E' ampiamente accessibile; le piccole dimensioni delle immagini rendono difficile cogliere i segnali visivi.
Video conferenza - Incontri di gruppo con una o due persone in ognuno dei luoghi connessi. Qualità video migliore rispetto alle webcam, ma può essere insufficiente a cogliere i segnali più sottili. La qualità audio può risentire negli incontri con tanti partecipanti.
Telepresenza - Utile per mantenere vive relazioni di alto livello a distanza. Più vicina all'esperienza di incontro dal vivo, le immagini a dimensioni reali veicolano il linguaggio del corpo e i gesti.
Articolo tratto da: http://www.ilsole24ore.com/


Pubblicato da Andromeda Associazione Culturale > Scarica qui la brochure di presentazione dell'Associazione Andromeda